Progetti

Abbiamo tanti progetti e tanto da raccontare, perché crediamo sia primario amare la natura, sempre!

Fondo Green per l’ambiente

Il “patrimonio ambientale”…
Due parole così belle che rendono bene Il concetto di “valore” dell’ambiente.

Un patrimonio che tutti hanno il dovere di proteggere, i cittadini certo ma, soprattutto, enti, società ed Imprenditori.
Il mondo della produttività e delle imprese da sì lavoro e servizi, ma contribuisce anche all’aumento dell’ inquinamento, scarti di produzione, consumo delle risorse primarie e del suolo, aumento di polveri sottili. È giunto il momento che le imprese compensino i danni arrecati all’ambiente investendo risorse in maniera competente.

Mettere a dimora degli alberi è giusto e doveroso, ma non basta più!
Grazie all’esperienza sul territorio della nostra associazione, abbiamo deciso di fare rete con chi, per ovvie ragioni lavorative e di fornitura servizi, inquina l’aria delle nostre città, consuma suolo e toglie habitat alla fauna selvatica.
Fortunatamente c’è sempre più consapevolezza di questo e molte aziende stanno diventando virtuose e stanno attivamente compensando ai loro processi industriali e commerciali.
Ed è proprio con queste imprese virtuose e che hanno compreso la necessità di portare avanti progetti utili a Madre Terra, che noi siamo felici di collaborare e di mettere a disposizione la nostra esperienza e le nostre conoscenze.

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Speriamo che nel prossimo futuro sempre più realtà produttive aderiscano al “Fondo Green”, dedicato a risarcire il nostro patrimonio ambientale con progetti concreti e realmente sostenibili, azioni mirate nella creazione e nella tutela di oasi naturali a favore del suolo, e di sostegno alle associazioni ambientaliste.

Le oasi urbane sono fondamentali perché sono la casa della fauna selvatica, con la selvaticità dei boschi e delle zone umide, creano processi preziosi per assorbire i nostri inquinanti e per restituire alla città aria e acqua pulita.
Un suolo maltrattato, grazie alla necromassa (il ciclo biologico delle piante), restituisce il valore ecosistemico più prezioso: la rigenerazione della cotica erbosa, attraverso la bonifica naturale, processi lunghi che vanno sostenuti con la tutela del suolo.
Le oasi urbane sono vere fabbriche viventi, laboratori, scuola, conoscenza, storia del territorio, banca di biodiversità, un presidio rispettoso volto a contrastare il degrado e l’uso scorretto degli spazi cosiddetti abbandonati.

Luoghi in realtà vivi e di resistenza che ospitano la vita e hanno il diritto di essere valorizzati, non per creare giardini, ma per preservare ciò che stiamo consumando come in un gigantesco fast food: Madre Terra.

Le compensazioni sul territorio urbano, dove la natura si trova circondata da infrastrutture, complessi residenziali, centri commerciali, fabbriche ecc. devono essere fatte con consapevolezza e cognizione di causa.

Per questo motivo è necessario, quando si interviene in un luogo per fare compensazioni green, (mettendo a dimora alberi) conoscere qual è il processo vitale di quell’habitat, con i suoi punti di forza e criticità, spesso si fanno danni.

Gestire un’area naturale, per un’associazione di volontariato, è un grandissimo impegno perché l’associazione ha la responsabilità civile di tutto ciò che avviene in quell’area attraverso delle convenzioni, occupandosi anche della gestione dei servizi e dei censimenti. Inoltre, forma volontari e guide per garantire fruibilità nel rispetto della biodiversità.

La parola “fruibilità”, in un ambiente naturale, deve essere intesa e adeguatamente compresa.

Come detto, le oasi urbane sono rifugi dove gli animali, che hanno resistito all’avanzare urbano delle nostre città rumorose e inquinate, vivono come sopravvissuti.

Un parco cittadino può accogliere certamente fauna selvatica, ma la stessa avrà molta mobilità all’arrivo dei visitatori di quel parco.
Nelle oasi, l’ingresso è sempre rispettoso delle nicchie che gli animali si sono scelti per la loro vita.
Ad esempio, il tasso nella foto è ripreso dalle fototrappole, ma la sua tana non è mai stata disturbata.

Di conseguenza, un’associazione che gestisce un’area naturale, ha il compito di conoscere tutti i valori biologici per arricchire il luogo e per consentire una comprensione maggiore della biodiversità, dove spesso il senso comune porta a non osservare ciò che in realtà ha valore, un esempio tra tante l’edera erroneamente osannata, mentre in realtà è preziosa grazie ai suoi servizi.
Inoltre, a seconda della disponibilità dei fondi che non sono sempre sufficienti, si occupa della realizzazione di strutture (come avviene nell’Oasi Smeraldino) attraverso il recupero e il riciclo.
Ad esempio dopo bufere e temporali, alcune strutture si danneggiano e c’è bisogno di manutenzione straordinaria per questioni di sicurezza.

Lo Smeraldino per la città di Rozzano non ha un grande peso economico e i fondi arrivano come rimborsi. Per fortuna però le amministrazioni credono in noi e ciò ci rende orgogliosi.

Ma negli anni, abbiamo scoperto che, per alleggerire i bilanci comunali, è utile e fattibile chiedere la collaborazione di imprenditori, di imprese di cantieri, di centri commerciali.

Ci siamo resi conto che questo può essere veramente una carta vincente per sostenere le oasi senza che queste pesino sulle amministrazioni, ma soprattutto ripulendo in piccola parte le aziende che nelle loro produzioni danneggiano l’ambiente.
Il fondo verde può davvero essere la strada per la tutela!.

Cari imprenditori, fatevi avanti… siate green dentro e farete la cosa giusta.

👉👉 Come partecipare al “Fondo Green?👈👈

Sostenendoci con azioni dirette, donazioni, prestazioni lavorative con i propri dipendenti, donando materiale edile (bancali, reti elettrosaldate, recinzioni, materiale per la manutenzione dei cancelli, abbigliamento per i volontari, scarpe antinfortunistica ecc. ecc.) e, così facendo, diventando veri e propri tutori delle oasi

😃 Oasi? Eh sì… plurale perché di oasi ne vogliamo di più.


Un mondo tutto da proteggere e scoprire

L’associazione A.P.E. ha realizzato un progetto importantissimo di connessione ecologica, in un’area che si estende tra Gratosoglio e Basiglio, un triangolo di natura che miracolosamente sopravvive al nostro avanzare maldestro ed indifferente, un insieme di forme di vita che noi chiamiamo “il mondo parallelo” invisibile ai più e che ha bisogno di essere scoperto e protetto.
Rozzano e l’Oasi sono il cuore del progetto, che ha lo scopo di far adottare un patrimonio naturale minacciato dalla nostra indifferenza.
Obbiettivo finale: poter attuare dei progetti mirati, che possano migliorare lo stato attuale di alcune aree e poter permettere “al mondo parallelo” di sopravvivere la, dove ora viviamo noi, luoghi che una volta erano la loro casa.
Scopo: seminare la consapevolezza perché facciamo tutti parte dello stesso pianeta e abbiamo il dovere di proteggerlo, per loro, e per il nostro futuro.

Progetto NaturalMente, guarda il filmato qui